Se te lo fossi perso

GELA: PROSEGUONO LE INDAGINI SULLA MORTE DEL PICCOLO LORIS

Prosegue senza sosta l’inchiesta sulla tragica morte di Loris Rodoti, il bambino di 9 anni deceduto lo scorso 8 marzo a Palermo dopo un incidente in bicicletta avvenuto a fine gennaio nel quartiere Settefarine di Gela. La Procura di Palermo sta cercando di chiarire se vi siano state responsabilità mediche nel percorso di cura del piccolo.

Dopo l’incidente, Loris era stato portato all’ospedale di Gela, ma a causa delle sue gravi condizioni, i medici avevano deciso di trasferirlo a Catania. Dopo alcuni giorni di ricovero, il bambino era stato dimesso, ma aveva iniziato a manifestare difficoltà respiratorie. I familiari, preoccupati, lo avevano riportato all’ospedale di Gela, dove i sanitari avevano disposto un nuovo trasferimento a Palermo, dove Loris è morto.

Le indagini si concentrano su due filoni principali: il primo riguarda la dinamica dell’incidente, per cui sono indagati per omicidio stradale la 29enne alla guida della Lancia Y e il 39enne passeggero. Il secondo riguarda l’assistenza sanitaria ricevuta dal bambino, su cui si ipotizzano negligenze mediche che potrebbero aver aggravato la sua condizione.

La Procura di Palermo ha iscritto 17 medici nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali. L’autopsia dovrà stabilire se la morte di Loris sia stata una conseguenza inevitabile del trauma subito o se vi siano stati errori nel trattamento medico.

Nel frattempo, nella chiesa di San Sebastiano, la comunità di Gela ha dato il suo ultimo saluto al bambino. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha proclamato il lutto cittadino, invitando i commercianti ad abbassare le saracinesche durante la cerimonia.

I genitori, distrutti dal dolore, hanno assistito alla funzione circondati dall’affetto di parenti, amici e compagni di scuola. Accanto alla bara bianca, una maglia della Juventus, simbolo della passione di Loris per il calcio.

All’uscita dalla chiesa, un lungo applauso ha accompagnato il feretro, mentre fumogeni azzurri accesi dagli ultras del Gela e centinaia di palloncini bianchi sono stati lanciati in cielo. Il rombo della mini cross del fratello gemello ha provato a spezzare il silenzio carico di emozione.

Ma sulla morte di Loris, la verità è ancora tutta da scrivere.

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