Noto, “Vetrina La borghese pittura & mise” non solo una mostra d’arte
Ha segnato le ultime festività di fine anno a Noto, ospitata nei bassi di Palazzo Ducezio, l’ultima esposizione dell’artista Doriana Pagani. Ma “Vetrina La Borghese pittura & mise” non può essere definita solo una mostra; negli splendidi bassi del Municipio, infatti, bastava entrare dentro e si era subito rapiti dai colori, dai tratti lineari del pennello e soprattutto dai grandi occhi delle donne protagoniste dei quadri della Pagani, oramai suo tratto distintivo. Avuto questo primo piacevole impatto si scoprivano tutte le peculiarità dell’esposizione arricchita da oggetti di design d’interni, curati da Marie Maison, dai gioielli di Desicreativa di Desire Maimone realizzati proprio con i “volti” di Doriana Pagani, che ha, inoltre, esposto anche degli abiti da lei disegnati. Un artista a tutto tondo,
dunque, che ama incontrare diverse espressioni artistiche ospitando nei propri spazi, molto volentieri, anche altri linguaggi comunicativi. In una della pareti è stato proiettato il video “‘u passiu”, “Perché per me l’arte deve vivere. La mia ricerca non inizia dalle tele, ma dalla vita. Ho percorso, ho osservato, ho morso, ho lasciato che tutte le esperienze possibili solcassero qualcosa in me”. Ama dire Doriana Pagani che in questa nuova esposizione a Noto, la prima fu quando aveva solo diciotto anni, mentre l’ultima è della scorsa estate al “Rau Con/Temporary Box a Palazzo Rau in occasione dell’esposizione organizzata da Vincenzo Medica per Studio Barnum, ha anche voluto un’azione di pittura collettiva. Una grande tela nella parete di fronte al’ingresso dove chiunque visitava la mostra poteva lasciare la propria “impronta”: “Ho messo solo un occhio perché, mi ha spiegato un mio amico, studioso ed appassionato della sua terra che guardando da questo preciso posto si potrebbe con una linea immaginaria unire Noto a Malta e poi a Tripoli. Mi è sembrata una cosa molto affascinante e così la pittura collettiva è partita da questo sguardo rivolto a sud che giorno dopo giorno, visitatore dopo visitatore, è riuscita a riempire una tela”.
Doriana Pagani è visibilmente molto contenta di questa nuova esperienza
nella città che l’ha adottata, in una sorta di ritorno al grembo della madre, perché lei, lombarda di nascita, cresce con la famiglia a Torino dove si laurea all’Accademia Albertina di Belle Arti con lodi nel corso di decorazione, vantando maestri come Luigi Mainolfi e Gianni Asdrubali, quest’ultimo presente al suo Vernissage a palazzo Rau a fine estate. Gira l’Italia perfezionando la sua arte e crescendo professionalmente anche nel mondo dell’arredamento e del design ma la città della sua mamma, Noto appunto, su di lei ha un forte richiamo e qui ormai risiede e lavora da anni. Protagonista di molti eventi artistici in città ha fatto ancora una volta centro, ma ci resta una curiosità che tiriamo fuori proprio mentre sentiamo addosso gli sguardi delle sue “donne” affascinanti, hai mai provato a disegnare un uomo?, sospira e risponde: “Si, in realtà si, ho voluto provare ed ho rappresentato il “siciliano”, ma ammetto, non è nelle mie corde”. Accontentiamoci, almeno per il momento.
Emanuela Volcan